Schema di Ponzi

Carlo Ponzi (Lugo, 3 marzo 1882 – Rio De Janeiro, 18 gennaio 1949), immigrato italiano negli USA, architettò una delle truffe più clamorose della storia americana.
Dopo una vita sregolata di quattro anni come “finto-studente” alla Sapienza di Roma, restò senza soldi e decise di imbarcarsi per l’America. Narra la leggenda che sulla nave perse, per delle scommesse, tutti i soldi che aveva con sé, sbarcando con le tasche vuote. Giunto a Boston, si divise tra piccoli lavoretti e piccole truffe, che gli costarono qualche anno di galera.
Uscito di prigione, decise di creare un suo business basato sulla compravendita di buoni postali internazionali, che gli avrebbero garantito dei profitti cospicui. Per svolgere questa attività, chiedeva ai risparmiatori di affidargli i loro soldi per quarantacinque giorni, al termine dei quali avrebbe restituito il capitale maggiorato del 50%. Grazie alle sue doti di comunicatore, riuscì a convincere alcuni amici a scommettere sul suo sistema e con i primi introiti li ripagò come promesso. La voce si sparse e decine di migliaia di bostoniani investirono soldi in questo sistema. Nel 1920 Ponzi creò una società, la “Securities Exchange Company”. L’affare dei buoni postali era una bolla di sapone, ma Ponzi riuscì comunque a tenere fede ai suoi impegni pagando con i soldi dei nuovi investitori. Venne così a crearsi una piramide nella quale i nuovi investitori pagavano i primi della gerarchia, senza che ci fossero dei veri movimenti di beni o di servizi nella società. In pochi mesi Ponzi passò da nullatenente a milionario (circa 15 milioni di dollari accumulati, una enormità per l’epoca) e la cosa cominciò a destare qualche sospetto. Scoperta la truffa, Ponzi non fece in tempo a fuggire: venne arrestato e scontò 10 anni di prigione. Ma il suo schema diventò famoso ed utilizzato fino ai nostri giorni.
Lo “Schema di Ponzi” è un modello economico senza fondamenta, dove, inizialmente, i primi coinvolti verranno pagati con i soldi dei nuovi investitori in modo da creare un’atmosfera di fiducia e spingere altre persone ad aderire al progetto. L’apporto di denaro favorirà solo i primi elementi della piramide e quando questa fiducia verrà a mancare e insieme ad essa anche nuovi investitori e quindi nuovi afflussi di denaro, la piramide crollerà.
Questo è quello che accade oggi nelle PTC: la storia dei click sui banner pubblicitari è “la scusa”, il pretesto per giustificare il guadagno, come i buoni postali di Ponzi. I primi payout vengono soddisfatti sia investendo soldi di tasca propria da parte della PTC, sia tramite gli investimenti degli utenti in pacchetti referrals e premium membership. Alla notizia dei primi pagamenti, altri utenti si iscriveranno acquistando pacchetti referrals e diventando membri premium, contribuendo così ad accrescere la piramide e ad alimentarla. Ma presto i nuovi iscritti non saranno più in grado di alimentare tutta la piramide, i pagamenti inizieranno a ritardare sempre di più, fino a quando il sistema crollerà e l’amministratore (detto “Admin”) fuggirà con i soldi.
Ogni giorno nascono diverse nuove PTC, dai nomi più fantasiosi, spesso con prefisso “bux“, mentre altrettante ne spariscono. La durata di una PTC dipende dall’investimento iniziale dell’amministratore, ossia quella cifra con la quale verranno pagati i primi investitori per generare il clima di fiducia. Se un Admin investe 1000 dollari per incassarne 10.000, il sito avrà una vita breve, mentre se ne investirà 10.000 il sito durerà sicuramente di più e alla fine, crollata la piramide, potrà fuggire con un bel malloppo, anche milionario.
Migliaia di persone truffate non vedranno mai i loro soldi. Sui forum si dibatte se questa o quella PTC sia o meno uno “Scam”, una truffa… dibattiti sterili: tutte le PTC sono scam perché tutte fondate su un principio truffaldino, appunto il famigerato “Schema di Ponzi“. Solo pochi fortunati vengono pagati, ma solo per creare quel clima di fiducia necessario ad attirare nuovi investitori.